SANTA MARIA NUOVA

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Le scale, le salite, pure quelle 

le facciam su pattini a rotelle 

 

Le mezze lane eran lavorate  

ma beccùte ancora le mangiate  

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Museo del Pattino

Santa Maria Nuova
la storia

Santa Maria Nuova ha alcune particolarità esclusive, quel tanto che basta a far dire a qualunque marchigiano che un santamarianovese lo riconosci da come ragiona.
Forma mentis che probabilmente nasce negli anni precedenti la Rivoluzione Industriale: qui, dal ‘700, la tradizione del lavoro tessile (largamente influenzata dalle migrazioni dal Lombardo-Veneto nei secoli) si affermò sempre di più, andando a specializzarsi nella lavorazione di una particolare tipologia, le mezzelane, un  misto di lana e altri filati più ruvidi.

Lavorazioni che nell’800 ottennero la concessione del marchio di qualità dal governo pontificio e che conobbero un vero boom – ironicamente – fino a prima del boom economico del ‘64.

Comunque sia, la mentalità imprenditoriale qui si era radicata almeno un secolo prima che nelle Marche ci fosse un imprenditore.
O forse, la particolarità sta già scritta nel gonfalone della città, fra i pochi della Vallesina che non ha il Leone Rampante: ottenne infatti l’autonomia da Jesi, dai tempi della Respublica Aesina, nel 1859.
C’è poi una specialità gastronomica della tradizione, endemica: pochi kilometri fuori dai confini comunali è totalmente sconosciuta.
È la beccùta, un dolce a base di polenta, della cucina povera di origine contadina: buonissimo, da meritarvi la condanna al girone dei golosi d’ufficio, ma lo trovate solo qui. Fatta la curva per S. Paolo già non sanno neanche cos’è.
Un’ultima curiosità è che i santamarianovesi sono pattinatori! Piace pattinare qui, quanto a Jesi tirar di scherma. Non è un caso che qui ai pattini, nelle sue forme e applicazioni, è stato dedicato un museo e una competizione internazionale: una 6 giorni di gare e un trofeo europeo. Si, insomma, c’è appena un po’ di passione per la cosa...

S. Maria Nuova sorge al centro della Provincia di Ancona, nel cuore delle Marche, adagiata sul dorso di una collina a 249 metri di altitudine. 
Nel suo territorio la presenza dell’uomo risale alla preistoria e ne sono suggestive testimonianze diversi ritrovamenti archeologici. Numerosi sono anche i reperti risalenti all’epoca romana e tra essi assumono particolare rilievo i resti di una villa signorile e di un’edicola funeraria, siti in località Pietrolone.
Le prime notizie certe, riferite ad un centro abitato di una certa consistenza, probabilmente fortificato, risalgono comunque al 1201 d.C., anno in cui venne firmato un atto di sottomissione alla città di Jesi, da parte dei signori del castello di Santa Maria delle Ripe.
Questa era infatti l’antica denominazione di Santa Maria Nuova ed era probabilmente dovuta al fatto che il castello sorgeva in una località, poco distante dalla attuale, caratterizzata dalla presenza di numerosi calanchi.
Subì ricorrenti distruzioni fino a quando, tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV, venne trasferito sulla sommità di un colle leggermente più ad occidente, luogo ritenuto più salubre e al nuovo insediamento venne dato il nome di Santa Maria Nuova.


Gemellata con il comune di Bertrange (Lussemburgo) dal 1996.

Eventi

I Colori della Musica

Fine Luglio

Una tre giorni dedicata alla musica folk e popolare, con laboratori, concerti, esibizioni di ballo.

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Luoghi da visitare

> Museo del Pattino

I pattini a rotelle e tutte le loro derivazioni e declinazioni, sono una vera passione a S. Maria Nuova: si può tranquillamente affermare che a S. Maria Nuova un bimbo impara a camminare e a pattinare. Il Museo, realizzato nel 2019 grazie anche al contributo della Regione Marche, è allestito nel Torrione del centro storico: tra le sue finalità c’è anche quella di “raccogliere materiale, anche documentario, libri, filmati e quanto altro sia relativo a questo affascinante sport, che comprende diverse discipline quali; l’artistico, il free-style, la corsa e l’hockey”.

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Il gioco della Ruzzola

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Beccùta

Tipicità

La Beccùta

Un dolce antico. Un dolce contadino.

Un dolce povero. Un dolce del riciclo.

Si fa con un impasto a base di polenta, con l’aggiunta di uvetta e mele, stesa su una teglia da forno, se ne ricavano mattonelle da divorare a quattro palmenti.

 

Questa, almeno, la ricetta base, ma è ammessa la fantasia più sfrenata: c’è chi aggiunge lievito, chi le uova, chi ne fa dei panetti… Sconosciuta già a una manciata di kilometri di distanza dalla campagna di Santa Maria Nuova, è qualcosa di fortemente radicato all’identità del luogo. La Beccùta rappresenta, nella nostra memoria, calore familiare, unione, continuità, sicurezza.

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Road Map

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Proloco

Santa Maria Nuova

Corso Garibaldi, 19
60030 Santa Maria Nuova AN

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