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Santa Barbara salva da li botti

tutti i giorni e anche le notti,

 

Nulla si tema, non vi si conviene, 

da li palloni ad acetilene 

BARBARA

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su cosa vedere o degustare

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Barbara
la storia

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Rane fritte

Eventi

Barbara, borgo antico con secoli gloriosi di storia;

Terra di dolci colline, terra del buon bere e del mangiare  bene, terra dal sapore antico dove regna la genuinità di  sempre e la saggezza del suo popolo semplice e  schietto.

Una terra dove anche le cose semplici valgono  come quelle grandi, tre o quattro giorni di visita sono sufficienti per capire questo nostro mondo, per conoscere la paesanità di un centro minore della splendida regione Marchigiana.

 

Fondata nel VI secolo dai “barbari”, come suggerisce il nome, i Longobardi, dei quali era un avamposto, la prima citazione in primi documenti storici risale al 1186.

 

Alleata per secoli a Jesi, riesce a respingere l’assedio di di Sigismondo Malatesta nel 1461 e l’esercito di Federico da Montefeltro nel 1511.

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Notte Bianca
dei Bambini 

Solitamente a Luglio

La Notte Bianca a misura di bambino: presso il campo sportivo, tutto attrezzato per far divertire i più piccoli.

Non si va a letto dopo Carosello!

Luoghi da visitare

> Centro storico

Il centro storico di Barbara si articola su due alture di una tipica dorsale collinare marchigiana, allungata tra i fiumi Misa e Nevola: a monte sorge il Castello; verso il mare, al di là del fossato e del ponte levatoio, si estendeva il Borgo munito di una cinta difensiva culminante in una propaggine occidentale chiamata "Castellaro". Gli stessi ipogei o grotte del Castellaro costituiscono gallerie e vani sotterranei scavati nella roccia arenaria,per la conservazione delle derrate alimentari e a scopo di riparo o di via di fuga verso il fossato ed il castello durante gli assedi, come nel caso del sotterraneo murato del palazzo "Bùfera", sede del ristorante tipico "'L Castellaro"

> Il Castello

Il castello duecentesco, ristrutturato nel Quattrocento, è ancor oggi circondato da una muraglia con scarpa, munita di quattro fortificazioni d'angolo e culminante in un imponente mastio sopraelevato, attualmente definito "'l Torrione". I due piccoli torrioni del lato Nord sono sostanzialmente integri, presentano ancora la postazione degli artiglieri, le merlature o le bocche da fuoco per colubrine o archibugi. Il basamento di una quarta casa-torre è ancor oggi in parte visibile in prossimità del vertice angolare del settore orientale delle mura.  Il mastio o "arce", come veniva definito nei documenti coevi, difendeva l'attigua sede del signore locale - normalmente l'abate - o dei suoi rappresentanti. Due ponti levatoi chiudevano gli accessi principali, costituiti a Sud dalla Porta Roma, presso il Palazzo Abbaziale, e a Nord dalla porta dell'arco di Santa Barbara prospiciente un profondo fossato oggi colmato. Il castello, conteso da Guelfi e Ghibellini per la sua inviolabilità, fu teatro di due vincenti azioni difensive nel 1461 e nel 1517, rispettivamente di fronte alle truppe assedianti di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, e di Francesco Maria Della Rovere, duca di Urbino. 

> Palazzo Albani (palazzo municipale)

Il Palazzo Abbaziale, attuale sede municipale, ristrutturato nel Settecento, presenta ancor oggi nel piano nobile superiore le sale della residenza cardinalizia scandite da architravi e porte originali dalle eleganti serrature in ferro battuto. Altre interessanti curiosità attendono il visitatore: il soffitto cassonato in legno della cappella privata cardinalizia, la sala delle udienze, odierno ufficio del sindaco dove si custodisce altresì un'immagine di Santa Barbara, opera seicentesca di Pietro Paolo Ubaldini, seguace della scuola romana di Pietro da Cortona; la cassapanca settecentesca decorata con un dipinto dello stemma degli Albani; la scala a chiocciola in pietra, che, addossata alle mura, costituiva un ulteriore collegamento interno con gli ambienti superiori ed il pianterreno.

> Arco di Santa Barbara 

Da piazza Garibaldi si prosegue verso l'arco di Santa Barbara o dell'orologio comunale e qui si guardi il campanile municipale, ristrutturato nel Seicento, la cui campana dalle origini duecentesche del Comune ai giorni nostri ha annunciato la convocazione del consiglio comunale.

> Chiesa Abbaziale di S. Maria Assunta 

Monumentale struttura neoclassica del 1787 ad opera  dell’anconetano Francesco Ciarafoni, sulla base della   chiesa precedente del 1400. All'interno, oltre ai preziosismi artigianali del tardo-settecento, l'artistico crocifisso "miracoloso" seicentesco e il prezioso battistero sottostante, del ‘700, finemente decorato con soggetti biblici, si può visitare una vera galleria d'arte dell'età moderna: entrando si trova un'ottima copia della Natività del Correggio attribuita al Domenichino; proseguendo  il seicentesco S. Sebastiano del pittore classicheggiante Paolo Gismondi da Perugia, di recente restauro; L'Assunzione nell'abside, commissionata appositamente al pittore Giovanni Pirri, armonicamente inserita nelle decorazioni ispirate ad un tempio classico, con richiami archeologici e con l'antica cornice della scena. Ma i gioielli della chiesa possono essere considerati la Madonna e Santi del Pomarancio, dipinto  avvicinabile per valore alle opere che l'artista dedicò alla Basilica di Loreto, e la drammatica immagine barocca del Cristo alla Colonna del veneto Francesco Trevisan.

> Museo Parrocchiale

In origine cimitero pre-napoleonico della chiesa abbaziale, è stato convertito nel 2001 in museo.

Tra le opere conservate, la pianeta dorata dell’abate commenandatario Giovanni Francesco Albani, indossata nel 1751, la porta restaurata delle vecchie carceri cittadine, una pregiata statua lignea di S. Barbara del ‘400 e oggettistica liturgica come l’argenteria dal XVII al XIX secolo, candelabri, porpalme e oggetti lignei.

> Chiesa di Santa Barbara

Sotto la volta dell'arco di Santa Barbara, si apre l'omonima chiesa barocca, ricostruita nel 1694 per opera del Cardinal Carlo Barberini, abate commendatario, sulle fondamenta della vecchia sede. Era un piccolo luogo di culto ricavato in una casa privata quattrocentesca dallo stesso proprietario, memore dello scampato pericolo nell'assedio delle artiglierie malatestiane del 1461   All'interno si ospitano anche preziosi cimeli storico-artistici, oltre all'acquasantiera con lo stemma dei Barberini e alla statua di Santa Barbara, la cui versione lignea quattrocentesca è alquanto preziosa.  

È custodita all'interno anche l'immagine della "Madonna dell'Olivo", nella cappella di destra ricavata nell'antico cassero, già venerata come miracolosa.

I gioielli della chiesa sono le stampe francesi della Via Crucis, il "S. Antonio Abate" (dipinto di autore ignoto, con la rappresentazione schematizzata dell'abitato di Barbara), la "Santa Barbara" esposta sull'altare maggiore di Sebastiano Conca, stimato rappresentante della scuola pittorica romana del primo Settecento, e la "Madonna con l'arcangelo Michele, S. Nicola da Tolentino, S. Giuseppe e S. Carlo Borromeo", opera matura del veneziano Claudio Ridolfi.

Nel lato opposto all'entrata della chiesa è ancora affissa, sul fronte dell'antico palazzo comunale, la cinquecentesca tavola lapidea delle misure locali, la più antica fra le consimili del Senigalliese. 

> Museo Agricolo - Colonia Capotondi

Museo privato che raccoglie la storia agraria degli ultimi secoli, con macchine agricole, attrezzi, utensili di uso quotidiano, reperti della vita nelle campagne marchigiane: una raccolta oggettivamente sterminata. Visite su prenotazione telefonando in Comune

(+39 071 9674212).

L'Antico Borgo

Il borgo medievale si allunga in un pendio, o piaggia, che scende dal castello alla chiesa neoclassica dell'Assunta ripartita in due strade parallele, denominate nel dialetto locale Piazza e Piazzetta. La Piazzetta, via più ristretta ed aristocratica, sale dalla Costarella, per confluire nello Spalmento, l'attuale piazza Cavour antistante al castello. Sulla destra, i vicoli, caratteristiche viuzze popolari del Castellaro, delimitano due palazzi affacciati sulla strada e rispettivamente appartenuti nel primo Ottocento alle famiglie signorili Leli e Bufera.

 

Passeggiando lungo le declinanti vie del paese in una gradevole visita, si possono idealmente ripercorrere gli sviluppi urbanistici del centro abitato nel corso dei secoli: partendo dal castello medievale e dal sottostante borgo cinquecentesco, passando per l'attuale Borgo Mazzini - sviluppatosi nell'Ottocento con il nome di Borgo S.Francesco - si perviene prima alle "Case Nove" d'inizio Novecento, poi al moderno quartiere di Via Fratelli Kennedy. Scendendo dall'arco di Santa Barbara in direzione del borgo, dopo essersi affacciati a destra dal passaggio sopraelevato, già comunicante con il ponte levatoio, ed aver ammirato il lato del bastione di NE innalzato a difesa della prospiciente porta del castello, si incontra all'angolo il palazzo tardo-rinascimentale dei conti Mattei.

Palazzo Mattei offre al visitatore oltre alla maestosa mole squadrata, alle decorazioni del frontale, completato per metà, ed al bugnato del portale, un suggestivo ed ampio ambiente sotterraneo con volta in muratura, ricavato sul finire del Cinquecento dalla colmatura del fossato sottostante al ponte levatoio. Attraversando quindi lo "spalmento" si vada a visitare il piccolo bastione di NO, dotato di una bocca da fuoco "traditora", per il tiro spiovente; nei pressi è ubicato il pozzo medievale con soffitto a cupola inglobato nelle mura occidentali; da qui si possono vedere le soprastanti aperture delle casematte e le adiacenti merlature originarie, parzialmente coperte dalle volte di una ristrutturazione cinquecentesca.

Ritornati sui propri passi, proseguendo per la "Piazza" - Corso Vittorio Emanuele - si arriva a destra presso il "Portone", l'unico accesso al borgo cinquecentesco, sopraelevato, porticato ed oggi culminante su un panoramico balcone mediante un'ampia scalinata. L'edificio soprastante mantiene ancora l'impianto architettonico dell'osteria-locanda cinquecentesca lì ospitata.

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Barbara Amerigo Severini le belle marche

Amerigo Severini

Siamo famosi...

siam tutti qua!

PERSONAGGI FAMOSI
di Barbara

Americo Severini

(1931-2020), ciclista, tre volte campione italiano ciclocross e vicecampione del Mondo.

Tipicità

Vino: Verdicchio e non solo...

Barbara rientra nella DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi e ospita alcuni produttori che hanno raggiunto le massime vette delle competizioni internazionali, sia col Verdicchio, sia con altri blend, che non sono risultati da meno.

Un autentico vanto e fiore all’occhiello per la città, che beneficia considerevolmente  dell’indotto economico che deriva da questa fama globale. 

Farina

Dalla tradizione dell’arte bianca, Barbara ha dato vita ad una rinascita e al recupero delle tecniche tradizionali per produrre le farine di frumento, tanto da arrivare a far conoscere anche all’estero i brand dei produttori locali: dall’utilizzo di antichi mulini e delle conseguenti tecniche, al recupero di alcune varietà di grano e frumenti fino a qualche anno fa quasi scomparsi, oggi è possibile gustare di nuovo il sapore del “grano vero”  e di farine dalle caratteristiche sorprendenti.

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