SAN PAOLO di Jesi

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Verdicchio e Visciola l’aria sente  

tra li colli scorre et è potente;

 

A la Madonna ven’ le figlie belle

qui, alla Cavata delle Zitelle.

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San Paolo di Jesi i Vulcanelli le belle

I Vulcanelli

San Paolo
la storia

San Paolo è uno dei territori della triade sacra del Verdicchio, ma è noto anche per il suo Vino di Visciola (al quale dedica una sagra) e ad una particolare tradizione ancora viva, la Cavata delle Zitelle.

 

Il piccolo centro collinare cela, entro le sue mura, tesori d'arte che il turista può scoprire girando in un fazzoletto di pochi metri quadrati, denso di storia.

 

L'origine del paese deve essere collegata alla presenza nel territorio di una piccola chiesa dedicata San Paolo, forse appartenente ai monaci, dalla quale ha tratto origine il toponimo con cui venne indicato il primo nucleo abitato della zona.

 

La prima menzione come Castello del Contado di Jesi risale al 1275. Alle soglie del XIV secolo, San Paolo faceva parte sicuramente del Contado jesino a tutti gli effetti pratici e giuridici. Verso la prima metà del XV secolo, quando Jesi fu inglobata nello Stato della Chiesa, anche San Paolo riconobbe la sovranità del pontefice, mediata dalla giurisdizione esercitata dalla città sui Castelli del proprio Contado.

 

Il castello di San Paolo mantenne lo stato di appartenenza al contado jesino fino al 1808. Dopo la discesa delle truppe napoleoniche entrò a far parte del Cantone di Apiro e in seguito venne aggregato per dieci anni al comune di Monte Roberto, fino a quando non riebbe, nel 1818, la sua autonomia.

 

Tuttavia nel 1928, per decisione dell'allora governo fascista, fu di nuovo aggregato ad un altro comune, Staffolo, del quale fece parte fino al 1946, quando ritornò ad essere autonomo.

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Eventi

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I Cavallucci

Settimana gastronomica

A Giugno o ad Agosto

Si organizzano stand gastronomici, con cucina tipica, assaggio del Verdicchio e intrattenimenti danzanti.

Luoghi da visitare

> Torre civica

Il primo monumento che risalta agli occhi del visitatore è la torre civica, forse la più aggraziata fra tutte le torri esistenti nella Vallesina, con le sue linee baroccheggianti di sapore borrominiano.

La sua costruzione, avvenuta assieme al Palazzo Comunale, risale alla fine del XVIII secolo su disegno attribuito all'architetto Mattia Capponi.

In tempi recenti (1972), la parte cuspidale della cella campanaria è stata danneggiata rovinosamente da un fulmine, tanto da rimanere priva della parte più elegante. 

> Chiesa di S. Paolo Apostolo

Ricca di opere d'arte, è stata costruita alla fine del '700. Al suo interno troviamo una pala d'altare che ritrae una "Vergine con Apostoli" di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, firmata e datata 1620.

La chiesa conserva inoltre un calice cesellato proveniente dalla ex chiesa di Santa Maria d'Arco e un fonte battesimale in marmo e legno del 1708.

Nella cantoria, sopra la porta d'ingresso, si può ammirare l'organo costruito da Feliciano Fedeli da Camerino nel 1737, restaurato nel 1993. 

> Chiesa della Misericordia

  (o del cimitero) 

Merita una visita per ammirare i resti di un affresco attribuito ad Andrea da Jesi che ritrae la Madonna con il popolo di San Paolo sotto il suo mantello: attualmente tuttavia l'antica pittura è nascosta da una copia del pittore Corrado Corradi di Jesi, fatta commissionare a causa delle condizioni di deterioramento dell'affresco originario.

> Palazzo Bassi

All'ingresso del paese è situato palazzo Bassi, edificio settecentesco che aspetta di essere restaurato per riportare così alla luce pregiati affreschi celati nelle volte degli interni. 

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Vino di Visciola

Tipicità

Cavallucci

Impasto con olio, zucchero e vino, il ripieno varia da famiglia a famiglia: oltre alla sapa d’ordinanza, possono esserci frutta secca, fichi secchi, noci, uvetta, con l’aggiunta di caffè o cacao. Dopo la cottura, un passaggio in archermes e zucchero.

Ciambelle di mosto

Dolce lievitato che veniva realizzato durante il periodo della vendemmia: mosto di vino incorporato nell’impasto, impreziosito da semi di anice. Oggi si possono trovare tutto l’anno.

Verdicchio

Tra i Castelli di Jesi, se dici “Verdicchio”, la mente ha solo 3 possibilità di fare una rapida associazione: una è S. Paolo. Ma chissà perché?

Vino di Visciola

In uno dei comuni cardine per la produzione di vino, non può mancare quello di visciola. Qui a doppia fermentazione: prima delle visciole sotto zucchero (1-2 mesi), poi aggiungendole a mosto di vino rosso per la seconda fermentazione. Dosaggi rigorosamente segreti. Volete la ricetta? Torturate un nonnino...

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Road Map

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