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Fu qui  la battaglia che fine mette 

al dominio, e Italia annette

...E venne poi gaja la musica 

di organetto e fisarmonica 

CASTELFIDARDO

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Castelfidardo
la storia

Il Generale Cialdini

Eventi

Qui sono prodotte le migliori fisarmoniche al mondo, con i metodi artigianali di sempre, senza mai cedere alla tentazione dell’industria e senza aver dovuto snaturare le caratteristiche della tipica cittadina delle Marche.

 

Non a caso qui si svolge il maggior evento mondiale dedicato a questo strumento, il PIF,  Premio Internazionale della Fisarmonica. A pochi chilometri dalla Riviera del Conero tra le colline dell’infinito sorge Castelfidardo, 212m s.l.m., un piccolo comune, sospeso tra la Valle del Musone ed il litorale Adriatico.

 

Le origini sono antichissime ed i primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico, passando per il periodo di occupazione dei Piceni fino agli insediamenti di età Romana; al medioevo risale l’edificazione del maniero che prese il nome di Catrum Ficardi su un’area occupata dal bosco denominato “vualdum de fico”.

 

In età moderna il centro urbano subì delle trasformazioni della cinta muraria e dei più significativi edifici pubblici e religiosi; è nel secolo XIX che Castelfidardo diviene protagonista delle vicende risorgimentali facendo sfondo alla famosa battaglia del 18 settembre 1860 che aggiunse Umbria e Marche all’unità d’Italia ed al cui ricordo è stato edificato l’imponente gruppo bronzeo dello scultore Vito Pardo. Nella seconda metà del 1800 un nuovo evento influenza la storia del territorio, viene avviata con successo la prima linea di produzione industriale della fisarmonica che attraverso l’opera di Paolo Soprani si diffonde rapidamente nel piccolo centro e in tutta l’area circostante diffondendo il nome del distretto nel mondo e caratterizzandone la sua vocazione a patria degli strumenti musicali.

 

Di rilevanza ambientale, storica e turistica è la presenza del millenario parco naturale della Selva che ospita la Villa e la Fondazione Ferretti insieme a quello delle Rimembranze nato come cornice al monumento ad Enrico Cialdini. Una visita ai due Musei dedicati alla Fisarmonica e al Risorgimento accompagnerà la passeggiata per le vie, le chiese e le piazze del centro storico, con possibilità di gustare prodotti locali nei ristoranti caratteristici presenti in città.

Oggi la città è gemellata con Klinghenthal e Castelvetro di Modena.

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Estate Castellana Girogustando 

Mese di Luglio

Quattro giornate con l’occhio rivolto a valorizzare la dimensione della Piazza come luogo privilegiato di incontro, condivisione, aggregazione. Senza far mancare concerti, laboratori, convegni, esposizioni, visite guidate.

Luoghi da visitare

> Museo internazionale della Fisarmonica

Il luogo per conoscere tutto (ma proprio tutto) sulla storia e l’evoluzione della fisarmonica: circa 350 esemplari, molti pezzi unici da oltre 20 Paesi.

Tra le curiosità esposte, una bottega artigiana dell’800,  il primo disco registrato con una fisarmonica (eseguito da Pietro Deiro), la partitura originale di “Aidios Nonino” di Astor Piazzolla.

Il museo attrae circa 12mila visitatori l’anno; ingresso €5 (con riduzione e ingrasso gratutito per i soci Touring ClubItaliano, Italia Nostra e bambini minori di 6 anni. Non ci sono barriere architettoniche.

> Museo del Risorgimento

(Palazzo Mordini)

Ospitato nel palazzo del ‘400, dove risiede l’area delle sale espositive, è costituito da altre due strutture, costituite dal Monumento nazionale delle Marche in onore dei vincitori della Battaglia di Castelfidardo e dal Sacrario-Ossario dei Caduti . Spazi che illustrano l’intero contesto storico del Risorgimento, in particolare della storica battaglia che determinò la liberazione di Marche e Umbria dal dominio pontificio, con una sezione didattica che illustra gli avvenimenti che vanno dall’11 settembre 1860 alla Resa di Ancona del 29 settembre e 130 reperti d’epoca.

 

Su prenotazione, oltre a visite guidate al museo anche fuori dall’orario ordinario, è possibile organizzare una visita guidata alla selva di Castelfidardo, teatro dell’omonima battaglia, oggi area protetta.

> Selva di Castelfidardo

(Area botanica protetta)

Teatro dello scontro tra i Piemontesi e i Pontifici il 18 settembre 1860, oggi è un’area floristica protetta di 52 ha: ospita circa 750 specie vegetali, 400 specie vascolari,  molte delle quali rare sul territorio italiano. Ricca anche la fauna: è possibile incontrare volpi, tassi, faine e donnole, moscardini, quercini, o rettili come il colubro di Esculapio, il biacco, diverse specie di lucertola e il raro orbettino.

> Monumento alla Fisarmonica e al Lavoro 

Opera in bronzo dello scultore Franco Campanari, lungo via Matteotti, sullo sfondo di palazzo Soprani: è raffigurato un Hermes, al quale si attribuisce l’invenzione della lira a 7 corde, che proietta una fisarmonica verso il Sole.

> La Collegiata di S. Stefano 

Sorta nel 1571 intorno alla cripta della vecchia pieve del XI secolo, attraverso ampliamenti è oggi nelle forme derivate dall’architettura vanvitellina, secondo l’ultimo intervento del 1770; molte le opere e i manufatti di valore contenuti: da un organo Callido del 1776,  a lavori di Van Schayck, Guerrieri, Felice Pellegrni, e numerose reliquie. Nella cappella a destra, il SS Croficisso miracoloso, invocato dai fidardensi durante l’epidemia di colera del 1885.

> Porta Vittoria 

Terminata nel 1775, divenne la porta principale della città, succedendo a porta del Cassero. Comunemente chiamata Porta Marina, per la sua posizione rivolta verso l’Adriatico.

> Palazzo Soprani 

Originariamente dimora e sede espositiva della famiglia Soprani, fu costruito dal “padre della fisarmonica”, Paolo Soprani, agli inizi del ‘900.

> Grotte di S. Anna di Palazzo Tomasini

Palazzo del XVIII secolo che nasconde il maggiore complesso sotterraneo dei 51 cunicoli che percorrono tutto il territorio fidardense: realizzati probabilmente tra il XIV e il XV secolo, sono lunghi massimo 25 metri, con volte a botte e nicchie.

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Paolo Soprani

Siamo famosi...

siam tutti qua!

PERSONAGGI FAMOSI
di Castelfidardo

Paolo Soprani 

(1844-1918), fondatore dell’industria italiana della fisarmonica, strumento che iniziò a fabbricare nel 1863, portando poi la produzione a livello industriale. Fu per molti anni sindaco di Castelfidaro e la sua impresa originò quello che oggi è chiamato “il distretto della musica”: nell’area del fidardense e dei comuni limitrofi fiorì l’intera filiera della produzione di strumenti musicali, non solo organetti e fisarmoniche, ma a seguire anche chitarre e infine tastiere elettroniche e sintetizzatori. In conseguenza, ne nacque negli anni ‘70 il “distretto dell’elettronica”, industriale, non solo musicale.

Arte e Artigianato

Produzione fisarmoniche ed organetti artigianali Castelfidardo è sinonimo di fisarmonica nel mondo. Basterebbe questo, nulla da aggiungere.

Da qui scaturisce il “distretto musicale”, della fisarmonica in particolare, che, nato da una piccola realtà fidardense con i fratelli Soprani pochi mesi prima dell’Unità d’Italia, si moltiplicherà anche nei comuni vicini e fino alla provincia di Macerata.

Organetti e fisarmoniche che qui, secondo alcuni storici, rappresentano la voglia di rinascita dopo gli anni delle Guerre d’Indipendenza.

La storia della fisarmonica si intreccia forte con quella del territorio, la diffusione e la conquista dei mercati esteri è legata a filo doppio con le ondate di migranti che da qui portarono lo strumento e la qualità fidardense a conoscenza dei paesi di destinazione: prima le Americhe, poi il resto d’Europa, dove pure c’era una tradizione produttiva già nota.

 

Tipicità

Vincisgrassi

Le tipiche lasagne marchigiane condite con sugo di ragù con interiora di gallina.

Boccolotti del Batte

Primo piatto che veniva servito durante il pranzo di fine mietitura (la battitura, appunto): quanto di più tipico della cucina contadina, sono rigatoni (in altri comuni anche tagliatelle o spaghetti) conditi con un ragù molto carico, preparato con base di enteriora di gallina e con un lunga (direi lunghissima) cottura.

Passatelli in brodo

Spaghetto spesso, tagliato, a base di pangrattato, formaggio e uova da far cuocere in brodo di gallina o cappone, preparati tradizionalmente nei periodi freddi dell’anno. 

Fagioli, lenticchie e minestre di legumi 

Erano alla base dell’alimentazione mezzadrile delle nostre terre e che ci portiamo dietro ancora oggi.

Gnocchi con il sugo di papera

Gli gnocchi di patate conditi con sugo rosso di papera, cotto anch’esso con la lunga calma che era consentita dai tempi dei secoli passati.

Salumi e gli insaccati 

Spicca il principe marchigiano degli insaccati, il Ciauscolo: la vicinanza col confine maceratese ne accentua le caratteristiche degli aromi.

Pesce

La posizione così vicina al mare Adriatico e dalla riviera del Conero (8 km) lo pone alla base dell’alimentazione del luogo. Quindi sardoni allo scottadito, frittura dell’Adriatico e stoccafisso all’Anconetana, preceduti da spaghetti alle vongole o ai “moscioli selvatici di Portonovo”.

Olio Extra Vergine  d’Oliva 

Una terra che riserva olio di prima qualità, con EVO monovarietali di ascolana, leccino, piantone di Mogliano, mignola e molte altre varietà autoctone. 

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Boccolotti del Batte

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