ROSORA

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Tassanare oppure all’Angeli 

Qua la Sapa è a tutti l’angoli,

 

Paesaggi tanto belli, ‘sì divini 

dalla Croazia a li Appennini 

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Rosora
la storia

Rosora è uno dei Castelli di Jesi, storicamente ed enologicamente: vi si produce il Verdicchio, ma, ancor più importante, la Sapa.

 

È probabilmente il borgo dove la produzione del dolce liquido bruno è più sentita, tanto da dedicargli la più nota delle sagre specifiche, la Festa della Sapa.

 

Il centro storico presenta ancora porzioni delle mura difensive cinquecentesche e il torrione, con interessanti strutture sotterranee. L’origine dell’abitato di Rosora, arroccato sulla cima di un colle (381 mt.), al pari dei paesi vicini, è conseguente alla trasmigrazione verso l’alto degli abitanti del piano che, messi a dura prova dalle ripetute invasioni barbariche, progressivamente andarono a stabilirsi tra le boscaglie delle alture circostanti per sfuggire agli eccidi e per salvaguardare greggi ed armenti (secc.VI-IX).

 

Dal primitivo nucleo abitativo al complesso urbano attuale ingente è stato, attraverso i secoli, l’incremento edilizio. Dalle semplici capanne si è passato alle costruzioni in muratura e solo dopo il Mille il complesso edilizio, circondato da mura e fortificato con propugnacoli per la difesa, diverrà un castrum.

 

Nei documenti scritti che sono giunti fino a noi Rosora è citata per la prima volta in un documento del 1180; fino al 1807 è stato uno dei “Castelli di Jesi”. Dal 1928 al 1946 insieme al comune di Mergo ha formato il comune di Rosora-Mergo.

 

Dal 2007 è gemellato con il comune tedesco di Antrifttal (Assia).

arte e artigianato: 

I“selcini” di Angeli, antico mestiere di produzione e posa in opera di selciati in arenaria, sono da secoli rinomati per la loro maestria: gli artigiani locali hanno abbellito alcune delle piazze più belle delle Marche e anche oltre.

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a tutta natura...

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Eventi

La Sapa

Festa della Sapa 

Secondo Weekend di Ottobre

(Rosora capoluogo), nota anche come “Alla riscoperta delle Vecchie Tradizioni”, la 3 giorni dedicata al prodotto simbolo stesso di Rosora: è l’occasione giusta per scoprire uno dei prodotti tipici e più antichi delle Marche, ma anche le le tradizioni gastronomiche e le produzioni dell’artigianato locale, tutto si svolge nel centro storico medioevale di Rosora (suggestivo, che ve lo dico a fa’?), con degustazioni dei piatti tipici conditi con la sapa, dall’antipasto al dolce e in purezza!

 

Con contorno di convegni sul Verdicchio DOC.

Luoghi da visitare

> Chiesa di San Michele Arcangelo

(Rosora capoluogo), dedicata al Santo Patrono S. Michele arcangelo. Edificio del ’700, la nuova chiesa fu ricostruita a poca distanza dal sito dove sorgeva l’antica chiesa ricordata sin dal 1199 nella bolla di Innocenzo III. Nell’edificarla fu utilizzato un elemento difensivo dell’antico castrum (cassero). Pertanto in pianta l’edificio risulta diverso dai modelli che nel ’700 trovano larga diffusione nella Regione; nei primi dell’800 furono eseguiti lavori di ampliamento dell’abside con il risultato di una qualche sproporzione delle strutture. Nella pala dell’altare maggiore è raffigurato S. Michele arcangelo: è una copia di quella ben più nota di Carlo Dolci (1616 — 1686) e fu eseguita nel 1820 da Luigi Mancini, pittore originario di Jesi. Sotto l’altare, in una urna di cristallo, nel 1973 sono state deposte le reliquie del martire Agapito riesumate nel 1803 nelle Catacombe di S. Priscilla in Roma, sulla via Salaria, e trasferite in quello stesso anno a Rosora dall’abate Giacomo Fratini del monastero di S. Severino Marche. Nella cappella di sinistra è posto un Crocifisso ligneo venerato dalla popolazione di Rosora, che ogni anno lo onora solennemente il 3 di maggio. È attribuito a Pier Domenico Neofrischi, artista del ‘ 600, originario di Jesi e morto proprio a Rosora il 13 settembre 1674. La figura del Redentore sulla Croce, con il capo reclino ed il corpo inerte, è espressa con umano realismo, contenuto e misurato. Nella cappella di destra un gruppo, spiccatamente tardo barocco, della Vergine col figlio in grembo (al presente è stato trasferito nella chiesa delle Tassanare). Da notare ancora una tela cinquecentesca raffigurante S. Giovannino attribuito ad Andrea da Jesi: Il giovane Battista, avvolto da un ampio manto rosso, è rappresentato nell’atto di attingere acqua che scaturisce da una roccia. Con la mano sinistra protende la ciotola, con la destra sostiene una Croce. Accanto gli sta il sacro agnello; sullo sfondo, oltre il cupo sperone roccioso, alcuni fabbricati. Nella dinamicità della rappresentazione la figura del piccolo santo assume una particolare esaltazione. Nella sacrestia si trovano altri dipinti: un S. Vincenzo Ferreri; un S. Emidio; ed uno grande della Madonna con Santi.

> Mura castellane e torrione

(Rosora capoluogo), opere difensive del XIII secolo, a picco sulla valle dell’Esino, dal 2013 il Comune di Rosora si è insignito ufficialmente, per la sua posizione panoramica sul territorio della omonima valle, del titolo di “Balcone della Vallesina”, con un panorama che spazia dagli Appennini (dal Catria al Gran Sasso) al mare Adriatico, nei giorni più limpidi con vista fino alla Croazia.

> Chiesa di Sant’Antonio

(Rosora capoluogo), chiesa del XVII secolo (1616), recentemente restaurata: è la più antica chiesa del paese, di piccole dimensioni, la prima che si incontra fuori dalle mura. Testimonianza degli anni dell’edificazione dell’attuale borgo.

> Palazzo Luminari – mostra miniature

(Rosora capoluogo), una delle tipiche case del borgo, anticamente adibite a cantina, con cunicoli interni e gallerie scavate nell’arenaria. Presente una raccolta di miniature di attrezzi agricoli.

> Mostra oggetti d’epoca

(Rosora capoluogo), una raccolta di oggetti di tutte le epoche.

> Percorso del fiume Esino

(Angeli di Rosora), itinerario pedonale/ciclabile che costeggia il fiume tra natura e relax; Sentiero del fosso di Rosora (contrada Pratelli) e Sentiero naturalistico

> Osservatorio astronomico

“Bruno Caccin”

(Tassanare di Rosora), un luogo dove ritrovare il cielo e le sue meraviglie: la specola è situata nel punto più alto del territorio comunale di Rosora, a 450 metri di altitudine. Vi si svolgono frequenti osservazioni guidate ed eventi dedicati all’astronamia.

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Paganello De Rosora

Siamo famosi...

siam tutti qua!

PERSONAGGI FAMOSI
di Rosora

Paganello de Rosora

Personaggio influente del paese, citato in un documento del 1180 come "patrono dell'abbazia di Sant'Elena". 

Tipicità

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC

Rosora è nella zona tipica di produzione del vino “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, uno dei comuni più estremi di questa DOC, prima di passare all’area del Verdicchio di Matelica.

Sapa

Una menzione particolare a Rosora va fatta per la produzione della Sapa: tradizione tanto sentita da ospitare qui la maggiore manifestazione dedicata a questo nettare d’uva. Vale la pena, proprio qui, ricordare i dettagli: a sapa è un nettare denso, dal sapore fruttato, dolce e acido. Da uva ben matura, si filtra  il mosto fiore e si fa bollire per circa 15 ore, fino a quando da quattro litri di mosto si ottiene un litro di nettare d'uva. Questo rapporto varia tra i vari paesi: chi lo riduce a un terzo, o della metà o anche meno.

Ma a Rosora è denso, molto denso… Sapevatelo!

La Pasta Fresca all’Uovo

A tavola sono di tradizione le paste all’uovo: tagliatelle e vincisgrassi in primis; da non sottovalutare di assaggiarli con condimento di...

Carni Bianche (pollo e coniglio)

Oltre alle varie preparazioni come secondo, a partire dalla “porchetta”, le carni bianche sono impiegate per gustose alternative al classico ragù rosso: con la leggerezza di un piatto di mare, una pasta fresca con ragù bianco di coniglio o pollo è la vostra fuga dalla monotonia del solito ragù (col pomodoro).

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Road Map

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Proloco Rosora

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